Stand clear of the closing doors please

 È il 14 sera, circa le 20 a New York, ci incontriamo con Eleni al Terminal 1, Eva è felicissima di rivedere un pezzo di famiglia e di poter parlare in greco (mea culpa, imparerò mai questa bellissima lingua o non ho le palle per affrontare la sfida?).

Ora il discorso è semplice: dopo il relax dell'arrivo dopo un volo intercontinentale bisogna capire come giungere a destinazione, fino all'appartamento affittato per i nostri giorni newyorkchesi.

Già, perché un volo intercontinentale oggi sembra cosa ovvia e in un certo senso lo è, vista la quantità di voli di lungo tragitto che si compiono quotidianamente. Ma per ciascuno di noi è in fondo uno stress. Non è un caso che in aereo ti invitino sempre alla calma, a rilassarti, a stare sereno, a guardare un film e a non pensare che sotto il culo hai diecimilametri di vuoto che ti separano dal globo terracqueo, che ti stai muovendo a quasi mille km all'ora mentre normalmente ti muovi a 1000 metri l'ora, forse. Bah, in effetti no. La Terrà  si muove a più di centomila kilomentri all'ora nella propria orbita attorno al Sole, e lasciamo stare le velocità cosmiche su più grande scala. Il punto è la velocità che abbiamo rispetto al nostro mondo, non rispetto al cosmo, perché, credo, il cosmo ci può affascinare ma ha delle scale decisamente non umane. Ovvietà. Torniamo al viaggio.

Siamo arrivati, dobbiamo arrivare al nostro appartamento, siamo anche stanchi e Artemis lo è più di tutti. Il suo primo volo intercontinentale a meno di sette anni è filato liscio, ma ha dormito poco e adesso è sul punto di crollare. Abbiamo valigie, borse, non sappiamo bene dove si trovi il nostro appartamento, e se per voi che leggete saperlo bene significa avere un punticino sullo schermo del proprio telefono, oppure conoscere l'indirizzo, beh, siete fuori strada. Se non conosci la strada che dovrai affrontare, le condizioni di essa, se no nsai se devi girare a destra o a sinistra, beh allora quel puntino sulla mappa, o sul telefono, non serve a niente. Neanche se hai un navigatore digitale che è lì ad aiutarti, o meglio, a dettarti ciò che devi fare e a fartelo fare da automa che non ha idea di dove si stia muovendo.

Allora decidiamo di prendere un taxi, ossia di buttarci in braccio a qualche truffatore che aspetta vittime sicure come noi all'uscita del terminal internazionale di un aeroporto. 170 Dollari, il prezzo, più tasse, e poi la mancia. La cosa bella è che il tizio lo dice con sicurezza, quasi come se ci stesse facendo un favore, e io ci penso pure, invece di mandarlo a quel paese. Sai ci sono lavori in corso, sai i bus non arrivano qui, il treno è saturo e allora i taxi non sono abbastanza e i prezzi sono questi. Ci penso su due minuti. No grazie. Le fregature dai tassisti sono un classico, ma io solo una volta decisi di prendere il rischio di riceverne una, coscientemente. Era a Napoli, nel 2012. Salii su un taxi illegale che doveva portarmi dall'aeroporto ad un bed and breakfast del centro. Il viaggio fu memorabile, così come lo spettacolo di teatro in cui si trasformò l contrattazione del prezzo finale. Forse pagai qualcosa in più del normale, ma ne valse la pena.

Però adesso sono a JFK nel Queens e non se ne parla di prendere una fregatura del genere. Andremo in bus. In fondo il mio odiato navigatore dice che è possibile arrivare a casa con una semplice corsa di bus dopo aver preso l'airtrain fino Lefferts Boulevard, una fermata prima del terminal di Howard beach. L'airtrain è gratis, il bus costa 2.90 dollari a testa. Se tutto va come deve, con 11.60 dollari arriviamo a casa, altro che 200 dollari. Ma non tutto andrà come previsto.

Stand clear of the closing door e il giro inizia.

Scendiamo a Lefferts Boulevard con i nostri mille bagagli, che sono sempre troppi, sempre più del necessario che in fondo sarebbe uno zainetto e nient'altro e c'è già una fila di gente che aspetta il B15 che dovrà portarci fino a Crown Heights, a Brooklyn. E con questa marea di gente ci tuffiamo nel bus non appena arriva. Siamo stipati come sardine, anzi, come turisti incompetenti, in un autobus locale, in cui siamo gli unici ad avere dei bagagli, e così voluminosi. Artemis si siede su un gradino interno all'autobus e presto comincia a sonnecchiare e poi anche a russare. Noi cerchiamo di bilanciarci senza far prendere velocità ai trolley che di stare fermi non ci pensano proprio, e anzi vogliono mostrare la propria agilità nel muoversi sulle rotelle. E siamo gli unici bianchi. Il che non mi fa né caldo né freddo, ma se lo scrivo evidentemente è perché una sensazione me la dà. È la sensazione di star vedendo una parte della città che ti dice quello che fa la gente del luogo, ti dice che le classi sociali ci sono anche nel melting pot di New York, ci sono eccome e sono anche e ancora legate al colore della pelle e le persone che vedremo da domani in poi forse su un autobus di periferia non ci sono mai salite. Perché in fondo, i 200 e passa dollari per il taxi non li avrei pagati nemmeno io, ma me li sarei fatti rimborsare dall'università e chissenefrega allora. No?Ma la scomodità che deriva dall'equazione 200-11.60 dollari è quella che ti fa capire un po' di più dove ti trovi, al di là del navigatore, della mappa, dei buoni suggerimenti dettati dal buon senso e della paura di uscire fuori dal dettato delle guide turistiche. Basta prendere un autobus e tutto ciò si respira almeno un po', almeno per qualche minuto, e ti senti come nella periferia di una città qualunque invece di essere uno dei qualunque personaggi di una guida turistica scritta per creare automi.

Arriviamo a Crown Height che l'autobus si è man mano svuotato, anche perché la corsa non è mica durata poco, saranno stati 40 minuti di viaggio. E allora c'è anche tempo per andare a parlare con l'autista e chiedergli di comprare quattro biglietti, perché nel casino della salita sull'autobus non c'era stato modo di pagarli e di scaricare un'app sul telefono non se ne parla proprio, figuriamoci se mi ero preparato per fare una cosa del genere. Ma l'autista sai che ci dice: futtitinn. Non in siciliano, ma se sapesse parlare siciliano, lo direbbe esattamente così. 

You'll pay the next time.

0 dollari per scendere a Crown Heights, camminare per un paio di blocks, entrare a casa e adormentarci in attesa dell'alba.

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